Il Tran de Ópcina e i discorsi del mattino
Qualche anno fa ho disegnato questa cartolina. Non ho mai vissuto i guai del tram di Opicina con spirito polemico, ma solo con dispiacere. Continuo a pensarci, a quelle motrici modello “Stanga”, ai discorsi del mattino al bar, davanti a un caffè curto, tra gli altri assidui avventori, ognuno con la soluzione in tasca per i guai di un tram extraurbano a scartamento metrico, unico al mondo. Del resto, siamo un popolo di tecnici tuttologi, dalle semplici, istantanee e ovvie soluzioni che i veri tecnici, chissà perché, non conoscono e non sanno applicare.
Una corsa per guardare Trieste da un’altra prospettiva
Ogni tanto, la domenica, mi regalavo una “corsa” per gustarmi la città da una prospettiva diversa. Era un modo per riscoprirla con gli occhi di un “foresto”. Si trattava solo di salire su un drone di 25 tonnellate ben ancorato a terra e godersi il panorama. Era anche un modo per ritrovare un odore che è un souvenir.
L’odore del tram
Ma ciò che amo di più è l’odore del tran (el tranvay). Quell’odore ha bisogno di tempo per maturare, riformarsi, impregnare di nuovo il legno, le sedute, l’aria stessa. È l’odore di qualcosa di familiare, cullante, rassicurante: metallico ed elettrico, di grasso e vernice.
Ora aspetterò che la solita euforia triestina del mi son zà stà si esaurisca e tornerò su quelle carrozze. Un libro in mano, un posto a sedere che in salita mi spinga contro lo schienale. Il panorama alle spalle, l’erta impirada davanti. La compagnia dei suoni: lo sferragliare che diventa trascinamento della fune, il fischio, il ticchettio della manovella dell’acceleratore sotto le mani del macchinista… la magia dell’inversione di marcia con il posto di guida che passa da poppa a prua della motrice. Qui la città si apre davvero, come racconto anche in: Trieste e la Costiera.
La memoria: un biglietto, una nonna, una città
È lo stesso che mi riporta sulla linea 6, seduto accanto a mia nonna. Soddisfatto, felice con in mano il mio primo biglietto, leggerissimo e prezioso. Il bigliettaio me lo aveva dato dopo che avevo superato la riga da un metro incisa sul palo del “tiente ben”. Lo sguardo di nonna, però, non era felice: El picio oramai paga bilieto. Quel giorno ero diventato grande. Grazie a quel tram. Grazie al bigliettaio, con il pollice protetto dal ditale di gomma rossa.
Tram urbano extraurbano cremagliere e treno
La linea 6 sferragliava senza sosta fino a trasformarsi, d’un tratto, nel tatan-tatan di una carrozza promossa a treno, lanciata sui binari ferroviari che dal cavalcavia portavano al capolinea di Barcola. Era gita fuoriporta e da urbano il tram diventava extraurbano, un treno insomma. Come il nostro Tran de Ópcina: trasporto urbano, cremagliera e poi linea extraurbana. Un pezzo unico, uno dei tanti di questa città.
Aspetterò i periodi che conosco, senza turisti, le giornate di pioggia, o quelle di bora quando la città dimenticherà il trenino verticale. Lo prenderò per un caffè da Vatta, in stagione gli gnocchi di susine o la jota da Max o Valeria e poi, con pochi spiccioli, il ritorno immerso nel totale panorama sferragliante della città, il golfo sotto e il sedere che scivola sul sental di legno.
La canzone
Nel punto più in pendenza dove la vista si apre sulla città, scaramantiche mi torneranno in mente le parole della canzone:
“E anche el tram de Opcina xe nato disgrazià
vignindo zò per Scorcola una casa’l ga ribaltà
Bona de Dio che jera giorno de lavor
che dentro no ghe jera che’l povero frenador
E come la bora che vien e che va
i disi che’l mondo se ga ribaltà
E come la bora che vien e che va
i disi che’l mondo se ga ribaltà…” anche se non fu la bora a provocare l’incidente.
Durante la prima corsa del mattino furono le foglie secche sui binari che provocarono lo slittamento e il deragliamento. Delle malefatte della bora ce ne sono tante, ma questa non è una di quelle.
Filmato su you tube di un viaggio in tram forse dimenticato.
Se vuoi capire meglio questo rapporto tra città, memoria e identità, ne ho scritto anche in Identità triestina: una realtà ereditata.








