Ti prometto tre eventi che diventeranno una nuova esperienza: piatti, ingredienti, ricette e buon bere raccontati con leggerezza.
Le cene-racconto nascono
dall’idea di andare oltre la sequenza delle portate. Il cibo così diventa soggetto di argomenti, storie, aneddoti, curiosità. Ogni ingrediente o ricetta porta con sé viaggi, errori, incroci, abitudini, luoghi, personaggi, intuizioni. Raccontare questa parte non sempre nota rende l’esperienza di un desco certamente inusuale ma anche più completa e interessante.
Non sono spettacoli con drammaturgia e testo scritto e non le abbiamo pensate come lezioni accademiche, sebbene nascano da lunghe, profonde ricerche e lavoro d’archivio.
La forma resta quella per cui si sta a tavola, si mangia insieme, si ascolta, si chiacchiera, ci si conosce e si fanno domande come in qualunque tavolo conviviale con il desiderio di sapere un po’ di più quello che abbiamo nel piatto o nel bicchiere. Vogliamo dare un’occasione per rallentare e avere il tempo di guardare un piatto con occhi diversi, conoscere un ingrediente o una ricetta. La partecipazione non è un accessorio: è parte della serata. Io stesso devo guadagnarmi il ruolo di narratore, come un commensale un po’ chiacchierone che spero riuscirà a incuriosirti. Le serate sono preparate, ma poi si modellano “a braccio” in base al pubblico e a come risponde, come ogni racconto conviviale che vive con chi lo ascolta.
Tre elementi tengono insieme tutto
La “Casa del Bosco”, con la cucina di Claudia Fioraso, che costruisce la trama della serata; la regia di Elena Cardin, che dà ritmo e ordine; e la mia voce, che lega gli ingredienti, i luoghi e i personaggi con le parole.
Le cene che proponiamo hanno preso forma attraverso aggiustamenti, prove e deviazioni, proprio come gli ingredienti che raccontano. Ognuna offre un punto di vista insolito sulla storia del cibo e del bere in Italia (e non solo), mostrando come clima, protagonisti, evoluzione sociologica, tecnica e gusto abbiano modificato quel piatto o quella preparazione che assaggerai.
Le cene-racconto nascono da qui: dal desiderio di mettere ordine, di raccontare in modo leggero ma preciso e di condividere conoscenze. La tavola resterà un luogo dove si mangia, si parla e ci si confronta. Il resto sarà un’aggiunta – speriamo preziosa – che, nelle nostre intenzioni, dovrà durare più del piatto.
Si impara a
Si impara qualcosa? Sì. Si impara a gradire un piatto oltre ciò che si vede arrivare in tavola; a capire che una ricetta non nasce mai finita e stabile; che le varianti non sono tradimenti ma fasi di evoluzione. Si impara a conoscere un ingrediente nella sua biografia: da dove arriva, quando entra nelle nostre cucine, i giri che fa e perché a volte scompare e a volte ritorna.
Se vuoi approfondire
rimani qui: a breve pubblicherò gli articoli dedicati ai temi scelti per le cene: Carbonara, Cocktail e Riso. Se vuoi dettagli pratici, qui troverai menù, luoghi e costi.
A presto.









