È un libro della collana “Pesci Rossi”, edito da “Le Malefatte della Bora”, in italiano con traduzione in inglese.
Capitoli:
- Un buon caffè:
un cameriere triestino per un caffè come va fatto. “Ben alora, ghe preparerò mi personalmente L’ULTIMO CAFFÈ… Prima del prossimo“. - Tre poeti al caffè:
Joyce (Stephen), Svevo (Aron) e Saba (Signor Poli) raccontano e si raccontano fra caffè, storie personali e letteratura.
Racconti tra letteratura e città
Joyce a Trieste – nel libro Stephen e Svevo è Aron – non è soltanto un capitolo di storia letteraria, ma il punto di partenza per immaginare incontri possibili. Qui prende forma un ipotetico dialogo tra James Joyce, Italo Svevo e Umberto Saba all’Antico Caffè San Marco. Le basi sono storiche e documentate, ma vengono rielaborate con fantasia per costruire situazioni verosimili.
Accanto a questo racconto, un’altra storia contemporanea segue uno scrittore che desidera un caffè perfetto: non soltanto una bevanda ben fatta, ma il gesto esatto, l’equilibrio tra gusto, luogo e momento. Il libro alterna così piani temporali diversi: la Trieste letteraria di inizio Novecento e uno sguardo presente che osserva, ascolta e si confronta con quella memoria.
L’Antico Caffè San Marco e la Trieste letteraria
Le scene si svolgono all’Antico Caffè San Marco, luogo simbolo della Trieste letteraria. Il brusio delle “ciacole”, il profumo del caffè, il rumore del pavimento in legno entrano nella scrittura. Il caffè non è solo una bevanda, ma spazio di incontro, riflessione e invenzione. Sullo sfondo, la Bora – il vento che soffia da est-nord-est – attraversa i racconti come elemento narrativo e identitario.
Rigore storico, salti temporali e una dose controllata di fantasia si combinano in una “ricetta” narrativa che mescola verità documentate e immaginazione credibile.
Come tutti il libri della collana la fantasia degli autori si esprime prima di tutto sulla dedica che alle volte passa inosservata, ma è veramente un peccato:
Un caffè dedicato a chi non c’è, a chi non ci può essere, a chi non vuole esserci, e a chi vorrebbe esserci ma ha trovato un’ottima scusa per non farlo!

