Capitoli:
- Caffè alla turca
- Sarajevo Exspress con Joyce e Svevo
- Tostatura
Racconto di viaggio tra Trieste e Sarajevo
“Sarajevo Caffè”, testo in italiano e inglese, è un libro della collana “Pesci Rossi”, edito da “Le Malefatte della Bora”. È il racconto di un viaggio e di una memoria che intreccia Trieste e Sarajevo attraverso il vento, il caffè e una città ferita.
Un percorso che conduce a Sarajevo, in un novembre che non è freddo, soprattutto quando nella conca circondata dai quartieri etnici e dagli austeri cimiteri musulmani brilla il sole.
Sono venuto qui per scoprire questa città accompagnato da un’amica bosniaca, oggi cittadina del mondo, che non ha vissuto la guerra ma è tornata per ritrovare l’amore per il luogo in cui è nata. È una città profondamente cambiata: un luogo violato e torturato, che conserva, sotto le rovine culturali, rumori, odori e sapori rimasti a lungo silenti. Qui Alma ritrova ciò che sembrava perduto e lo condivide.
Caffè alla turca
Il caffè alla turca, preparato nel bricco di rame, è uno dei modi più antichi e rituali di bere il caffè nei Balcani: un gesto lento, preciso, che trasforma una bevanda in un rito.
Se due mondi e diversi riescono ad incontrarsi capiscono che le differenze uniscono e non dividono. Una donna balcanica come compagna di viaggio con il rito del caffè alla turca diventa un contr’altare di chi lo beve alla triestina. La ritualità antica di Alma e il bricchetto di rame nella credenza della nonna Anna collegano due universi culturali in nome del rito del caffè.
Sarajevo Exspress con Joyce e Svevo
Ritroviamo James Joyce e Italo Svevo, alias Stephen e Aron in un raconto di caffè, muticulturalità e di camerieri pasticcioni. Mentre le sinistre nuvole nere della guerra si addensavano sull’Europa.
Tostatura
La cottura del caffè era un rito. Coincideva con la sospensione di qualunque altra attività in casa. Il macchinario necessario era el brustolin, una padella di ferro nera grande quanto un piatto da portata, recuperata dalla cantina insieme al pesante sacco marchiato “do Brazil”.
Il caffè diventa gesto, memoria, ritorno.
Come tutti il libri della collana la fantasia degli autori si esprime prima di tutto sulla dedica che alle volte passa inosservata, ma è veramente un peccato:
Dedicato ad Alma Am, un vento dei Balcani. Un viaggio mai finito, desiderato, cercato, ardente, tormentato, passionale, sospeso…





