Copertina illustrata con James Joyce tra dolci e movimento, “Joyce Wind” di Maurizio Stagni per Pirona Trieste

Joyce Wind

Autore: Edoardo Triscoli

Illustrazioni di: Maurizio Stagni

Prezzo: 10.00 €

Collana editoriale: Pesci Rossi

SKU: pescirossi03

Scopri in questo libro la Trieste di James Joyce, tra la Pasticceria Pirona, il vento triestino, in un racconto che unisce storia, caffè storici e dolci tentazioni in un viaggio letterario e gastronomico.
Si narra di Caffè storici, senza trascurare le loro sorelle più importanti: le pasticcerie.

La storica pasticceria Pirona, che il caso volle di fronte all’abitazione di James Joyce (o viceversa), divenne immediatamente uno dei poli attrattivi dello scrittore irlandese, che, dopo i piaceri della carne, indulgeva assai volentieri a quelli della gola, anche a costo di ritardare il pagamento della pigione di casa.

Bora e presnitz si intrecciano nel soggiorno triestino dello scrittore con la storia della nota pasticceria dimostrando che cedere alle tentazioni resta l’unico modo per liberarsene.

Dolce.

Trieste, James Joyce e la Pasticceria Pirona

“Joyce Wind” è un racconto ambientato a Trieste che intreccia storia e fantasia attorno alla Pasticceria Caffè Pirona e alla presenza di James Joyce in città, con la Bora come elemento narrativo e identitario. Il libro nasce dalla richiesta della famiglia Viezzoli, oggi alla guida della Pasticceria Pirona.

James Joyce a Trieste tra storia e racconto

La permanenza di James Joyce a Trieste, documentata da numerosi aneddoti storici, offre il fondamento reale del racconto: la “ricetta” narrativa mescola fatti verificati, salti temporali, raffiche di Bora e una dichiarata componente di fantasia. Era una mattina di maggio a Trieste, in via Barriera Vecchia 32 (oggi via Oriani 2), quando Joyce viveva al terzo piano sopra la farmacia Picciola con Nora Barnacle, i figli Lucia e Giorgio e la domestica Maria Kirn; da quelle finestre osservava la città che sarebbe entrata nelle pagine dell’Ulisse.
Quando poteva, Joyce era un assiduo frequentatore della Pasticceria Pirona: dopo le gioie della carne, cedeva anche a quelle della gola passando davanti a quel piccolo tempio di dolcezze che non sempre poteva permettersi.

Dedicato a chi non riesce a fare il “salto”, a chi non lo vuole fare e a chi ne fa troppi.