“Joyce Wind” è un libro della collana dei “Pesci Rossi” edito da: “Le Malefatte della Bora”.
In italiano con la traduzione in inglese. Dalla copertina interna è possibile staccare un segnalibro questo rende la pubblicazione personalizzabile e di produzione artigianale.
“Joyce Wind” è una storia inventata ma su delle basi storiche reali
È la storia della “Pasticceria caffè Pirona” e di un personaggio che la frequentava: James Joyce. In questi racconti non manca la Bora vento tipicamente triestino che soffia da est-nord-est.
Nasce da un lavoro realizzato per una mostra di quadri e da un incontro fortunato con una famiglia di imprenditori illuminati. Le immagini in bianco e nero utilizzate per questo racconto sono una selezione della mostra dedicata a un capolavoro letterario: Ulisse di James Joyce.
Dopo l’evento, sono rimaste in un cassetto in attesa di una buona occasione per riapparire. Per questo racconto, scritto a quattro mani, si sono unite a nuove immagini a colori cariche di colori appetitosi.
La permanenza di Joyce a Trieste è piena di aneddoti
La permanenza di Joyce a Trieste è piena di aneddoti e di occasioni di approfondimento. La “ricetta” utilizzata questa volta per questo scritto è composta da rigorose verità, qualche raffica di Bora, un po’ di salti temporali e, sopra a tutto questo, una spolverata di fantasia.
La “Pasticceria Pirona” e la famiglia Viezzoli, che oggi la gestisce, meritano un riconoscimento perché investono anche in questo racconto, riportando in superficie cose che rapidamente la città dimentica.
Era una mattina di maggio a Trieste. In casa Joyce il sole filtrava attraverso le tende delle finestre del terzo piano di via Barriera Vecchia 32 (oggi via Oriani 2). Da quella vetta posta sopra la farmacia Picciola, l’autore irlandese scrutava la vita quotidiana della città, trovando ispirazione nelle cose e persone che vedeva. Viveva lì con sua moglie Nora, i loro due figli Lucia e Giorgio ancora piccoli e la domestica Maria Kirn.
Maria era preziosa per la famiglia ma forse più preziosa era la fattoria dei suoi: vacanze per i bimbi e roba buona in cucina erano garantite. L’appartamento era composto da quattro stanze, uno studiolo e una stanzetta per la domestica.
Era sempre un luogo vivace e rumoroso e questo rendeva preziosi i momenti di tranquillità.
Illustrazioni di Maurizio Stagni, testo di Nero Acquaketa, editing Edoardo Triscoli, grafica di Paola Kirchmayer. Stampa Tipografia Triestina 2024.
Come tutti il libri della collana la fantasia degli autori si esprime prima di tutto sulla dedica che alle volte passa inosservata, ma è veramente un peccato:
Dedicato a chi non riesce a fare il “salto”, a chi non lo vuole fare e a chi ne fa troppi.





