Trieste sta tra mare, Carso, Mitteleuropa, Slovenia, Istria e Dalmazia; così anche la sua cucina. È una cucina di confine, nata nei porti, nelle case, nelle osmize e nelle pasticcerie, dove convivono pesce azzurro, maiale lessato dei buffet, kren, pane di segàla, vini carsici e dolci mitteleuropei. Raccontarla significa raccontare un confine tracciato più volte, una terra dura, un porto aperto ai grandi viaggi, tante chiese e riti che danno alle feste calendari diversi.
Chi cerca cosa mangiare a Trieste incontra subito prosciutto cotto caldo con kren e senape, jota, pane di segàla, liptauer, sardoni, brodeto, busara, caperozzoli, gnocchi di susine, strucoli, Presnitz, Sacher triestina e dolci mitteleuropei. Ma questi nomi, da soli, spiegano poco. Diventano davvero triestini quando si capisce dove vivono: nelle case, nei buffet, nelle osmize, sul Carso, nei mercati, nelle pasticcerie, nei racconti familiari e nelle abitudini cittadine.
Articoli sulla cucina triestina
Da questa pagina si entra negli articoli delle Malefatte della Bora dedicati alla cucina triestina. Non sono ricette in senso stretto, ma racconti brevi che partono da un sapore, da una parola o da un piatto per raccontare Trieste a tavola: piatti di casa, buffet, osmize, dolci, pane, pesce, ricette di confine e abitudini gastronomiche.
Piatti di confine e cucina di casa
Qui rientrano le ricette, adattate nelle case, nei buffet e nelle abitudini cittadine.
Ljubljanska: la cotoletta di confine tra crudo, cotto e memoria
I capuzi garbi del mercato di Lubiana: il vero esame di cucina
In pochi metri tre locali e una minestra: chiamiamolo Jota District
Nell’Onu delle polpette c’è anche una “svizzera” neutrale
Il Liptauer e l’arte di spalmare sapore, storia e tradizione
Buffet, pane e sapori triestini
Il buffet triestino è uno dei luoghi dove la cucina della città si capisce meglio: maiale lessato, prosciutto cotto caldo, kren, senape, pane di segàla e gesti da banco.
Piccolo come un rodoleto, grande come il gusto segreto di una città
Il pane nero di mia nonna e la struza de segàla meritano tutela
Dalla struza alla s’ciopeta, nel pane la forma è sempre sostanza
Il Kuaranač: la nostra piccola spezia e i suoi territori segreti
La Barcolana è anche una questione di prosciutto e polpette
Pesce, mare e cucina dell’Adriatico
Trieste guarda il mare anche a tavola: sardoni, brodeto, busara, caperozzoli e ricette cresciute tra città, Istria e Dalmazia.
Lampare, gusto e vassoi: Trieste è un gigante goloso (di sardoni)
Gli esuli, il brodeto, la busara e la frase di mia nonna
Osmize, Carso e bere a Trieste
Le osmize tengono insieme vino, salumi, formaggi, Carso e convivialità. A Trieste anche il bere racconta geografia, confine e identità.
Il piacere dell’osmiza d’inverno, come un film in bianco e nero
Nel mondo dell’indifferenza, la condivisione resiste in osmiza
Il bastone di Dreher e la lager triestina finita nell’oblio
Bere consapevole oltre allo Spritz, breve guida ai cocktail triestini
Un gatto e gli svizzeri Grigioni nei cocktail della movida triestina
Dolci, gelati e pasticceria triestina
La pasticceria triestina racconta la Mitteleuropa meglio di molte definizioni: presnitz, Sacher, Rigojancsi, Dobos, krapfen, kugluf, biscotti, gelati e memorie di banco.
La Sacher di Nanni Moretti e il genericide della Sachertorte
Presniz, presnitz, presnic: tre grafie per il sapore della Mitteleuropa
Mangia e bevi, Berlina e Cassata: storia minima del gelato triestino
Col gelato, la vol el biscoto? La città dove la Berlina non è un’auto
Qualcuno vuole uccidere la pasticceria triestina: i soliti sospetti
Clara e Rigò: quell’amore proibito che fece nascere un dolce
Le Lettere d’amore vengono dal cuore. Ma a volte escono dal forno
Oltre i piatti tipici: il racconto della cucina triestina
Questa pagina sulla cucina triestina non vuole essere un semplice elenco di piatti tipici. È la sintesi di tanti articoli che prendono spunto da luoghi, parole, gesti e storie che hanno attraversato la città. Continuerà a crescere insieme alle Malefatte della Bora, per raccontare cosa si mangia a Trieste e come sapori arrivati da lontano siano diventati soltanto triestini. Per capire questa trasformazione bisogna però partire dalla posizione della città e attraversare il territorio prima ancora del menu.
La cucina triestina come cucina di confine
La cucina triestina nasce dalla posizione della città. Mare, Carso, porto, Mitteleuropa, Slovenia, Istria e Dalmazia non sono soltanto geografia: sono ingredienti culturali.
Leggi il racconto sulla geografia, la storia e i sapori della cucina triestina.










