Ingredienti del racconto: condivisione e ricerca
Scrivere un blog è facile, se hai gli argomenti. Qui ti prometto che non mancheranno. In questo mondo virtuale farli leggere è più difficile: il rischio è cucinare senza commensali. Se continui, qualcosa di interessante lo troverai. Se leggere ti stanca, potrai ascoltare la mia voce che legge gli articoli. Scrivo per condividere storie inedite, fatti che succedono dietro l’angolo.
Un blog come laboratorio di microstorie
Questo blog nasce per aprire porte. È il luogo dove metto in ordine ricerche, fatti, incidenti e accadimenti, la mia città, il suo cibo, i suoi luoghi, le persone. Non è cronaca né manuale: è un mosaico di microstorie che insieme disegnano una città viva, che cambia, consapevole del presente e di un passato senza nostalgia. Io racconto; a te unire i punti.
Metodo: curiosità, verifiche, dubbi
Non faccio lo storico. Sono curioso. Quello che scrivo nasce da controlli, revisioni, dubbi continui, prima di tutto verso me stesso. Troppo spesso vedo ricerche fatte di copia-incolla: pagine identiche, cloni senz’anima.
Condivisione e ricerca restano gli ingredienti principali. La fretta non serve. Senza chi ascolta manca l’occasione, senza curiosità manca la storia. Tempo, fortuna e casualità aiutano a verificare luoghi, date, personaggi. A volte basta un’immagine, un libro, un articolo, una vecchia pubblicità per riannodare il filo che sembrava perso.
Qui sta il fascino del raccontare: seguire le tracce, come in un giallo, e capire come sono andate le cose. Spesso una risposta apre altre domande, altre ipotesi, altre porte.
Un mosaico, non una linea retta
Non troverai una narrazione lineare. Troverai un mosaico: fatti, persone, dettagli, aneddoti. A volte sembrano scollegati, altre volte legati da un filo sottile. Fidati del percorso.
Cuoco, creativo, gourmet, orafo: sceglierne una sola delle cose che faccio mi starebbe stretto. Faccio l’orafo da quarant’anni, ma penso ancora con carta e matita. I pensieri sono come formiche: si moltiplicano e occupano la mente. E quando si fermano:
Quando le formiche mentali
non partoriscono altre formiche
si sta leggeri come capre
sulla rupe della noia
Trieste come centro di gravità
A un certo punto ho sentito il bisogno di cercare la mia identità culturale. Trieste resta il centro di tutto: luogo concreto e insieme sfuggente, un “luogo non luogo”.
Se sei arrivato fin qui, resta. Dietro questo blog ci sono scelte, dubbi, ricerche, ostinazione. Troverai Trieste, cucina, gastronomia, El Toc’, le Malefatte della Bora, personaggi e storie. Leggere, iscriverti, condividere dà senso a questo spazio. Un blog vive quando qualcuno lo attraversa.








