Qualcuno vuole uccidere la pasticceria triestina: i soliti sospetti

"Il Piccolo", 26 Novembre 2025

Disegno a colori che rappresenta Trieste al Toc', i bagnanti, dei pesci e un cuoco con della pastatutto spinto dal vento di Bora.

La memoria di un boomer triestino non è sempre noiosa e nostalgica. Fidati.

Rigojancsi, il macaron triestino, la Dobos

“Hanno ucciso l’uomo ragno”, recita una canzone ma è ciò che sta accadendo alla pasticceria triestina. Ad ucciderla non è Voldemort uscito dallo schermo di Harry Potter, ma una città svogliata e negligente verso le cose distintive che possiede. Nulla è immobile, d’accordo. Ma nella scia della sua memoria fluttuante si perdono ricette e preparazioni come il Rigojancsi, il macaron triestino, la Dobos, il Kugelhupf e le lettere d’amore

Le pastine

Un po’ di furbo marketing e non solo Presnitz e Putizza renderebbero più rappresentativa la tradizione dolciaria della città, offrendo souvenir veri a triestini e turisti. La soddisfazione dolce e golosa potrebbe appoggiarsi su un vasto passato. Eppure, sono scomparse le opulente vetrine burro-zuccherose con le file di piccoli peccati tradizionali: le “pastine”. Non ignoro che parte della responsabilità per la sparizione di questi santuari dei picchi glicemici sia da attribuire alla sfida delle diete: dissociata, a zona, fruttariana, chetogenica, paleolitica. Nate per essere trasgredite e solo in principio pensate per tenersi o ritornare in forma.

Un ricciolo di foglia d’oro

Ci hanno tolto la possibilità di trasgredire con i dolci di casa nostra, non ci resta che farlo con dolci belli ma anonimi e senza storia, identici in ogni città. Torte perfette: bassi cilindri dalle superfici lucide e lisce, decorate con un ricciolo di foglia d’oro.

Posso garantire che quel momento di ribellione si trasformerà in una trasgressione molto, molto poco soddisfacente.

Il piccolo 26 novembre 2025 el toc

Articolo di Maurizio Stagni