Nell’Onu delle polpette c’è anche una “svizzera” neutrale.

"Il Piccolo", 14 Novembre 2024

Disegno a colori che rappresenta Trieste al Toc', i bagnanti, dei pesci e un cuoco con della pastatutto spinto dal vento di Bora.

In questo articolo di “El Toc’” racconto dei ćevapčići, di polpette e delle “svizzere” triestine: un viaggio gastronomico nella carne macinata tra Trieste, Balcani, Mitteleuropa e Mediterraneo, dove anche una “svizzera” diventa un simbolo identitario.

A Trieste la Mitteleuropa incontra la cultura ebraica e quella centro-europea assieme al Mediterraneo ed ai Balcani. Un’area antropologica, per me una “polpetta culturale”. E una polpetta linguistica divertente e intelligente è lo spettacolo teatrale “Chevap.Chef” con Franko Korosec.

Ćevapčići

In un meeting mondiale di banchieri, ciascuno è convinto che i ćevapčići siano una specialità nazionale. Così non è.
I ćevapčići, i “civa”, a Trieste solo dagli anni ’60, sono il diminutivo plurale di ćevapi. Il termine persiano “kebab” piatto dei paesi arabi si trasforma nei Balcani in “ćebab” e combinato con il diminutivo slavo “čići”, l’incastro diventano i “cevápcici”. Dimensioni, forma, miscela di carni, condimenti e presenza di spezie e piante aromatiche rendono questo piatto diverso in ogni paese del Mediterraneo.

Polpette? Noooo

La differenza più profonda è data dagli usi religiosi che escludono il maiale. Kibbeh libanesi, maakouda tunisine, kofta o kefta e köfte del Medio Oriente e Turchia, keftedes in Grecia, che si chiamano anche “ustipci” o “cufte” dal turco köfte in salsa di pomodoro e in Romania “mici”. Orrore chiamare i Mondeghili milanesi polpette. Così la “svizzera” che a Trieste si compra in macelleria, non è una polpetta e neanche un disco di carne macinata.

Svizzera simbolo identitario

Non è una “pljeskavica”, simbolo dell’ex Jugoslavia o un hamburger, emblema dei giovani di tutto il mondo. La “svizzera” per noi triestini è un simbolo identitario: non solo una questione di ingredienti, ma anche di lingua e cultura, che testimonia l’appartenenza alla città. Fidati.

Prova a ordinarla: ti sentirai un “triestin patòco”!

Questo articolo fa parte di “El Toc’”, la rubrica di Maurizio Stagni pubblicata sul quotidiano “Il Piccolo” di Trieste. Scopri tutti gli articoli della rubrica.

Articolo di Maurizio Stagni