Ci sono strade dedicate allo shopping e strade agli affari. A Trieste ce n’è una che il giovedì si apre alla Jota.
Ognuno ha ciò che si merita! Per un giorno alla settimana si può affrontare un breve ma impegnativo percorso gastronomico per assaggiare tre versioni diverse di questa minestra che il marketing turistico vende per mitteleuropea. Per questa maratona alimentare servono tre ingredienti fondamentali: appetito, stomaco di ferro e soprattutto una giornata di Bora scura.
Buffet e trattorie: tre jote diverse
Solo il giovedì in un buffet storico si può assaggiare una crema-minestra densa e ben equilibrata lasciata riposare il tempo giusto. Siamo in via Valdirivo 20 ma all’ora di pranzo sembra di stare a Wall Street dal locale affollatissimo di clerks che in pochi minuti devono mangiare e tornare in ufficio. Se il locale è pieno niente paura dietro al banco c’è chi arriva dall’esperienza della “Mona de Fero” e sa come fare.
Al Buffet birreria al civico 32 la minestra è chiara, semplice solo all’apparenza ma con carattere per essere promossa. La servono tutti i giorni anche d’estate per i momenti di nostalgia. Atmosfera molto mitteleuropea.
Il buffet è frequentato da lavoratori di ogni genere ma affidabile anche per i turisti che cercano un sapore sincero. Infine al 38/e dove la Jota è alla “vecia” maniera densa da “cuciar in pie” servita in coccio. D’inverno c’è sempre. Locale minuscolo cuoca a vista pronta ad assecondare i desideri come una mamma. Se vuoi mangiare come a casa questo è il posto. Lo conoscono più i turisti che i triestini ed è un mistero.




