Il Liptauer e l’arte di spalmare sapore, storia e tradizione.

"Il Piccolo", 8 Dicembre 2024

Disegno a colori che rappresenta Trieste al Toc', i bagnanti, dei pesci e un cuoco con della pastatutto spinto dal vento di Bora.

Attratti da luoghi lontani trascuriamo di visitare i territori centroeuropei legati alla nostrana Mitteleuropa. Claudio Magris la definisce un chewing gum geografico, io umilmente un melting pot di popoli, lingue e usanze. Dalla cucina di casa nostra possiamo riscoprirla attraverso un “fossile gastronomico”: il Liptauer. Questo formaggio spalmabile racchiude storia e tradizione.

Polpetta di formaggio

La ricetta originale prevede la bryndza, un prodotto fresco di pecora, oppure il quark di latte vaccino, sostituibili con ricotta. Il Liptauer è una “polpetta di formaggio”. È un cibo di recupero che varia a seconda degli ingredienti disponibili e delle tradizioni familiari.
Ai formaggi molli si aggiungono spezie e aromi: paprika dolce e/o piccante, cipolla, porro, senape, cumino, capperi, acciughe, burro, gorgonzola e talvolta birra o vino. Dall’inizio del Novecento si sono aggiunti stracchino, mascarpone e Belpaese.

Pane di segala triestino

La consistenza dell’hummus lo rende ideale sul “pan de segàla”, il tradizionale pane scuro triestino. Questo pane è indispensabile per creare “la tartina perfetta”. Prova “el pan nero” anche con il prosciutto cotto! Le storiche panetterie di Trieste, come: Viezzoli, Sircelli, Jerian, Cadenaro e Giorgi, sono santuari di questo prodotto originale, ognuno con la sua ricetta. Acquistandolo promuovi un sapore inimitabile in via d’estinzione.

Un rebechin: uno spuntino

Il Liptauer, su una fetta “de pan de segàla”, si distingue per i suoi colori: scura la base, bianca la crema spruzzata di paprika rossa. Il suo gusto speziato e avvolgente lo rende un antipasto unico e a Trieste, un “rebechin” bello e buono.

Articolo di Maurizio Stagni