Col gelato, la vol el biscoto? La città dove la Berlina non è un’auto

"Il Piccolo", 29 Luglio 2025

Disegno a colori che rappresenta Trieste al Toc', i bagnanti, dei pesci e un cuoco con della pastatutto spinto dal vento di Bora.

Lo “Storto”

Estate: tappa obbligatoria la gelateria, con la domanda di rito: “Col gelato, la vol el biscoto”? Questo termine porta con sé un’intera tradizione triestina, oggi in parte trascurata. Tra biscotti di frolla, cialde e wafer, ce n’è uno che merita memoria: lo Storto. A Dolo, in Veneto, si produceva in serie e quel nome finì per appiccicarsi anche agli abitanti. Peccato che, a Trieste, “storti” indichi gente poco raccomandabile.

Ma niente al mondo è più dritto degli Storti da gelato

Nasce a Venezia: acqua, farina, olio e melassa di zucchero. Due piastre roventi e un bastoncino conico su cui arrotolare la pastella ancora calda per ottenere un cono da passeggio. Il gesto di storgere, torcere, dà forma e nome alla dolce cialda-contenitore.
A Trieste diventa una grossa cannuccia friabile, un tubetto fragrante. Insostituibile, ad esempio, per raggiungere l’ultimo rimasuglio golosissimo. Quello che altrimenti resterebbe irraggiungibile, in fondo al bicchiere stretto e appuntito che tradizionalmente custodisce la Berlina.

Non è un’automobile. La Berlina è un gelato

Una ricetta dolce, appagante e fredda, fatta da una successione ordinata di densità, componenti e sapori: panna, glassa di cioccolato, ancora panna, pallina di cioccolato, altra panna montata e infine un’ultima colata di glassa al cacao. Seguono le infinite personalizzazioni contemporanee. Chiedete entrambe le specialità, prima che vadano dimenticate! Come per l’uovo e la gallina, non so se sia nato prima lo Storto o la Berlina.

Articolo di Maurizio Stagni